Miriam

by Sahara Rossi

Miriam indietreggiò, afferrando Maia per un braccio per attirarla a sé. Sua madre aprì di scatto la porta, ed ansimando, si fiondò dentro casa, accasciandosi per terra. «Mamma…».


«Silenzio», le interruppe la donna, fissandole con espressione stralunata. Aveva la pelle incredibilmente pallida, quasi trasparente, il respiro affannato, gli occhi profondi e spauriti, come fossero vetro. «In cucina, veloci». Le sorpassò, attese che anche le figlie fossero entrate, si sedette su un alto sgabello foderato da cuscini rossi, e lasciò cadere la testa fra le mani incallite. Miriam le porse un bicchiere d’acqua, che la madre bevve avidamente. Una volta ripreso il controllo di sé cominciò a raccontare l’accaduto, nonostante Miriam avesse osservato tutto dallo spioncino della porta. «Probabilmente penseranno sia andata a chiamare la polizia» bofonchiò la donna. «Che razza di idioti… Soprattutto quella ragazzina lì, quella che vive con quell’altra donna. Non mi sono mai piaciute. Sempre a guardare la gente con quell’aria saccente, dall’alto verso il basso». Singhiozzò, e si decise ad interrompersi per riprendere fiato. «Fatto sta che siamo nei guai, a livello penale, che se scoprono quello che è successo – e sicuramente accadrà – siamo rovinati, tutti noi. E poi c’è il fattore della casa…». Miriam abbassò lo sguardo, fingendo di non sentirla. «Non dirlo, ti prego». «Dire cosa?». La ragazza si morse il labbro, picchiettando le unghie sottili sul tavolo. La cucina era silenziosa ed immobile, ma le pareti, d’un bianco sporco, scrostato in più punti, sembrava come volessero restringersi e fagocitarla. «Vogliono mandarci via, non è così?», le domandò la figlia, guardando terrea la figura fragile e spenta della donna. Annuì. «Che significa questo, mamma?», domandò Maia. «Forse dovremo cambiare casa». «E perché?», 
«perché questo palazzo ormai è vecchio». «Posso portare tutti i miei giochi con me?». Miriam si alzò di scatto. «Non possiamo andarcene. Mi hai sentito? Non ce ne andremo. No». La madre la guardò spaventata. «Miriam, lo so che è difficile, però…».
«

No mamma non capisci, non possiamo… non possiamo…». Cominciò a piangere. La donna si alzò e fece per abbracciarla, ma lei indietreggiò, asciugandosi le lacrime col dorso della mano. «Lui è andato via ed io non permetterò che mi tolgano anche tutti i suoi ricordi».


«Quelli resteranno sempre dentro di te, nessuno potrà mai portarteli via».

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