Anita

by Arianna Calandra

Domenica. Finalmente due giorni liberi. 
Questa settimana i turni sorridevano ad Anita; avrebbe potuto proseguire in santa pace la maratona di “Orange is the New Black”, con Susy e i suoi dolci appena sfornati. 
Appena scesa dal letto Susy la salutò con un bacio. Il tavolo era già imbandito di frittelle e biscotti, le tazze e i cucchiai posizionati con cura.  Susy sarebbe stata un’ottima madre se solo non si fosse innamorata di lei.
«Non mi dispiacerebbe andare a fare una doccia da Luca…» buttò lì Susy.
Anita emise un mugugno. «Vedremo». 
Luca le aveva fato una buona impressione, ma la sua fiducia nel genere umano era tracollata dall’inizio della quarantena.
Tirarono le tende e si posizionarono sul divano con cibo e bibite. Dopo più di un’ora di maratona arrivarono al finale di stagione e le loro bocche penzolavano rapite dagli eventi della serie…
 «Ma che cazzo!» sbottò Anita.
La Tv si spense con un suono di risucchio, le lampade morirono con uno schiocco e il frigorifero smise di ronzare.
Anita corse al contatore, fece scattare le levette, ma niente.
«Che palle Susy, hai di nuovo accesso il forno e la lavatrice insieme? Ti ho detto mille volte di non farlo!»
«Io non ho acceso nulla! Soltanto il forno e… Oddio il dolce! Ecco, adesso non si gonfierà più!»
«Mi stai a sentire? Devi fare attenzione, ho anche le lampade accese nella serra!»
«Ti ho detto che non è colpa mia! E comunque potresti anche spegnerle ogni tanto quelle dannate lampade. Non capisco perché devi sempre accusare me!»
Anita emise un ruggito, infilò le scarpe e aprì la porta per scendere ai contatori generali. Un brusio la costrinse a fermarsi sulla soglia e con una mano zittì Susy. Un vociare concitato proveniva dal primo piano, e solo adesso realizzò che mancava la corrente in tutto il palazzo. 
«Aspetta qui» le mormorò, prima di chiudere la porta.
Era forse la prima volta che vedeva i suoi condomini tutti insieme, non era mai andata alle riunioni, era Susy a occuparsene. Si voltarono tutti con un gesto simultaneo.
«Hei Anita, tutto bene?» 
Luca la salutò con la torcia del cellulare. Era l’unico lì in mezzo con cui avesse mai scambiato parola.

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