Matteo

No,no, no… non adesso cazzo.

Fisso lo schermo nero del pc. Sono due fottutissimi anni che aspetto questo momento.

Sono scosso ma non stupito. Il fatto che l’unica volta che ottengo un risultato positivo, all’atto di ripetere il test salta la luce in tutto il palazzo, non mi stupisce.

Non sono mai stato molto fortunato. Prima di entrare in quarantena avevo molte giornate alla Mr Bean. Uscivo di casa, un piccione mi faceva la cacca sulla spalla, arrivavo al lavoro e mi accorgevo di aver dimenticato il cellulare a casa e una volta rientrato, di aver dimenticato le chiavi di casa al lavoro. Normale amministrazione insomma. Ma oggi proprio non ci voleva.

Il test del ping serve a verificare la connessione tra due macchine connesse a Internet. Ogni giorno da quel maledetto capodanno ho inviato una richiesta a un server centrale sperando in una risposta. Una risposta che avrebbe voluto dire poter riallacciare i rapporti con il mondo esterno, avere notizie dei propri cari, degli amici, del mondo.

Il comando lancia quattro segnali verso l’esterno, ognuno dei quali, come un fedele messaggero, deve uscire dal computer e correre nella fibra ottica per raggiungere la destinazione. Una volta arrivato deve prendere la ricevuta di avvenuta consegna e tornare al mittente. La rete però è collassata a causa delle troppe connessioni e da quel momento nessuno dei miei messaggi ha mai raggiunto la destinazione. E’ accaduto lo stesso alla linee telefoniche.

Siamo rimasti isolati.

Poi sono arrivati i terminali satellitari della Growth. Una settimana dopo il blackout un drone aveva fatto capolino alla mia finestra. Avevo quasi infartato. Era stata la prima volta che avevo ricevuto una consegna via drone. Nel corso degli anni avevo fatto diversi studi a riguardo e il problema energetico dei droni sembrava fosse un limite difficile da superare. Da quel giorno ho ricevuto visite come quella quotidianamente.

Il pacco era una grande scatola di cartone come quelle di Amazon, l’unica differenza era che sopra di essa campeggiava una grande G verde. Il pacco era accompagnato da una lettera.


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by Niccolò Cometto (NH)

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