Anita

by Arianna Calandra

«Dio santo Anita, mi vuoi dire che è successo?»

Susy ansimava trattenendosi il petto, Anita sollevò una mano per intimarle di tacere, mentre scrutava dallo spioncino della porta. Le tute stagne dei soccorritori erano simili a quella che indossava per lavorare in serra; le fu subito chiaro che il nuovo inquilino del terzo piano non se la passava bene: lo vide sfilare in barella coperto da un lenzuolo. Anita corse ad affacciarsi al balcone, nascosta dalle piante. L’ambulanza aveva chiuso le porte e un gruppo di soccorritori indicava verso il palazzo, parlottando tra loro, poi una voce metallica e incomprensibile suggerì che stavano comunicando via radio con qualcun altro.

«Merda, merda!»

«Anita, ti prego… che cosa sta succedendo?» Susy singhiozzava, quando il citofono le mandò di traverso le lacrime. Si guardarono, pallide.

«Sì, chi è?»

«Signorina Conti, dovrebbe scendere immediatamente per favore».

Anita  si voltò meccanica su Susy, che con i suoi occhi gonfi di lacrime ancora la pregava per una risposta, poi sembrò capire.

«Ci hanno scoperte, non è vero?» 

Anita si precipitò ad abbracciarla. «Ci penso io, stai tranquilla» forzò un sorriso, «Chiuditi in casa e non uscire per nessun motivo, intesi?» 

Susy emise un mugugno, ma non obbiettò; Anita le stampò un bacio, indossò guanti e mascherina e uscì di casa. Non sapeva bene cosa aspettarsi, ma bastò mettere piede fuori per capire che il problema non coinvolgeva solo lei: uno ad uno, gli altri condomini uscirono dagli appartamenti. “Hanno citofonato a tutti, non solo a me”.

Si scambiarono occhiate turbate, ma nessuno disse niente, forse per timore di dare voce al loro terrore più grande.

Si radunarono nell’androne del piano terra, l’ambulanza era sparita, era rimasto solo un uomo sigillato dentro la tuta bianca; li attendeva calmo con un tablet in mano.

«Bene, ci siete tutti» disse, la voce ottusa dalle protezioni. Attraverso la maschera si vedevano solo i suoi occhietti grigi posati sul tablet, dove digitava frenetico. «Ho qui la scheda del vostro stabile» disse. «Risulta esserci stato un caso di Covid l’anno scorso e a questo si aggiunge il sospetto suicidio dell’inquilino Rossi avvenuto stamattina, crediamo fosse malato anche lui. In più…» batté con insistenza sullo schermo, come se non rispondesse ai comandi. «Le utenze non funzionano più…» Sollevò gli occhi abbracciando tutti loro, nessuno rispose, con la vana speranza che il loro silenzio li avrebbe salvati. 

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