Luca

Luca si svegliò di soprassalto, colto nel vivo da un incubo terribile. Ci mise qualche istante a connettersi col resto dell'ambiente, poi riconobbe il suo appartamento e sospirò. Si alzò dal letto e guardò il calendario: domenica. Un tempo considerava la domenica un giorno in bilico fra un sorriso e una smorfia ma ora era un giorno come un altro, un giorno in cui trascinarsi fino alla sera. Si preparò un caffè, si fece una doccia e accese il computer. Rilesse quello che aveva scritto e si stupì; era buono, anzi, più che buono. 
Si fece un secondo caffè e riprese dall'ultimo capitolo.
Il tempo passò sereno, il ticchettio dei tasti fu un sottofondo piacevole e Arnold Lane dei Pink Floyd lasciò spazio ad Us and them
«Us and them... and after all we're only ordinary men... me and you, God only knows it's not what we would choose to» canticchiò, poi la canzone si fermò d'improvviso, lo schermo divenne nero.
Luca rimase qualche istante inebetito; fissò il monitor spento, premette il tasto di accensione ma niente. 
«No cazzo, di nuovo no!» sbottò provando ad accendere la luce della lampada lava sulla scrivania. 
L'ennesimo blackout. Il quarto o il quinto del mese. Sbuffò, prese il cellulare, indossò mascherina e guanti e facendosi luce col telefonino uscì dal suo appartamento. 
Arrivò al pian terreno e trovò altri condomini. Istintivamente rimase fermo sul penultimo gradino. 
“Qualunque tipo di assembramento è vietato e perseguito penalmente secondo le norme europee.” Il monito suonò metallico nella sua mente. L'avvertimento veniva ripetuto spesso dai droni di controllo. 
Luca si fece coraggio. Dopotutto era una situazione d'emergenza. Scivolò fra la gente e raggiunse i contatori, trovandovi una ragazza dai capelli crespi e un ragazzo dalla pelle bronzea. Di loro sapeva poco, salvo che il padre di lei era morto per covid. Il terrore di un infetto nel palazzo aveva tenuto tutti col fiato sospeso per settimane. 
«Niente da fare, non funzionano» scosse il capo la ragazza. 

«Che palle» sbuffò Luca tornando al pian terreno. 
Tra il brusio dei condomini vide il volto di Anita. 
«Hei Anita, tutto bene?» salutò muovendo la torcia del cellulare. 

 

by Marko D'Abbruzzi

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