Matteo

Ahia porca miseria.

Qualcuno mi porge una mano, la afferro e mi rialzo. Davanti ho due ragazzi: lei riccetta, pelle olivastra e occhi scuri, la ragazza con il padre morto a inizio quarantena, lui dai tratti sudamericani, il figlio della famiglia che abitava al primo piano, ovviamente assieme.

Non sono uno spione è che mi piace avere le cose sotto controllo. Non appena comprato casa ho provveduto a configurare un sistema di sorveglianza nell’atrio del mio piano. E’ bastato procurarsi una scheda che sta nel palmo di una mano dotata di wifi modello pi zero e una microcamera usb al pi.

La corrente è stato il passo più difficile, Non solo mi sono dovuto ingegnare per inserire il sistema nella traccia che porta i cavi alla plafoniera, ho anche posizionato il foro della camera in modo tale da non destare i sospetti dei coinquilini. Un lavoro difficile ma qualcuno doveva pur farlo. Per mia fortuna sono riuscito ad ordinare gli altri pi prima del crollo della rete.

Oggi tutto il palazzo è sotto la mia vista, terrazzo compreso.

Il livello tecnologico dei coinquilini mi ha permesso di passarla liscia finora. Non sono quindi stupito di incontrare i due ragazzi sul pianerottolo.

«Ma non ci vedi, cazzo?», il ragazzo mi sbraita contro.

«Scusami, hai ragione. Non capisco cosa sia successo... E voi eravate qui. Perchè eravate qui?».

Io so perché sono qui. Ho le mie videocamere, devo ammettere che sono molto fortunati che non sono un manico del controllo e non un altro tipo di maniaco. Non appena sento i loro passi sul pianerottolo e li scorgo dal sistema provvedo a spegnere la videocamera del terrazzo. Un po’ li invidio, deve essere bello avere qualcuno da amare in quarantena.

«Eravamo in terrazza» farfuglia lui.

Dentro di me sorrido e fingo un’espressione meditabonda, il loro imbarazzo mi diverte. La mancanza di interazione deve avermi reso più stronzo del solito.

I condomini iniziano ad uscire dai propri appartamenti e in un attimo mi ritrovo circondato di persone che parlano una sopra l’altra. Ci raduniamo sul pianerottolo del primo piano per semplificare la comunicazione. Il numero dei condomini è basso, d’altra parte diversi appartamenti sono rimasti invenduti dopo lo scoppio dell’epidemia. Senza contare che la struttura decadente non incentivava l’acquisto neanche prima dell’avvento del Covid.

Devo essere stato uno degli ultimi ad acquistare un appartamento nel palazzo.

by Niccolò Cometto (NH)

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