Anita

by Arianna Calandra

«Fottuta… sono fottuta»

 

«Andrà tutto bene»

 

Luca, accanto ad Anita, tentava di consolarla con parole che lei udì a malapena, il cervello era già occupato a figurarsi tutti gli scenari catastrofici nei quali sarebbe piombata di lì a poco. Avrebbe perso tutto, la casa, il lavoro, Susy, la libertà…

 

Forse è per questo che quando sentì il nerd dire: «Ho un’idea», uscì in fretta da quel suo stato catatonico, aggrappandosi alle sue parole come un’ultima ancora di salvezza. Secondo Matteo, il famigerato “manico del coltello” si trovava all’interno del tablet che Anita aveva fracassato sulla testa dell’ufficiale. Anche Luca era d’accordo a procedere.

«Allora, qualche idea?» Domandò, quasi sfidando i presenti. 

Eravamo rimasti solo noi in realtà, dal momento che la madre della ragazza riccia era volata di sopra, farfugliando come una matta. Anita lo ricordò soltanto adesso.

«D’accordo, facciamolo» rispose, «Ma prima dobbiamo fermare la signora del secondo piano. Starà già chiamando la polizia…» Il fiato le si mozzò prima ancora di concludere la frase.

 

«Me ne occupo io» risolse Matteo, poi si rivolse a Luca «Ce la fai a spostare il corpo? Sarebbe bene portarlo giù nello scantinato condominiale e magari legarlo…»

Luca storse la bocca ma non obbiettò.

«Va bene» dissi, arginando il panico, «Io vado a tranquillizzare Susy, ci vediamo nello scantinato tra un quarto d’ora, ok?»

 

I due assentirono, poi ognuno scattò in direzioni differenti. Anita si impose di non voltarsi a guardare il corpo che veniva trascinato, ma sentire lo stridere delle sue suole sul pavimento liscio, le fece venire i brividi.

Come aveva immaginato, Susy era fuori di sé ma le bastò notare l’espressione di Anita per riprendersi, lei che era sempre incrollabile, la “metà adulta” della coppia, come diceva Susy. Probabilmente era la prima volta che la vedeva nel panico.

«Amore, che sta succedendo?»Anita prese un respiro prima di chiudere la porta e raccontarle tutto. Era quasi arrivata alla fine quando dal piano di sotto si udirono delle urla femminili a cui si sommò la voce profonda di Matteo, probabilmente stava cercando di calmare gli animi; si augurò che riuscisse nello scopo.

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